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Cinema

 

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News  

 

Hannibal

 

Titolo originale: Hannibal

Origine: Stati Uniti 2000

Regia: Ridley Scott

Interpreti: Anthony Hopkins, Julianne Moore, Gary Oldman, Giancarlo Giannini, Ray Liotta, Francesca Neri

Durata: 128 minuti

Genere: Thriller

 

Per il sequel de Il silenzio degli innocenti, Scott intendeva probabilmente costruire un Kammerspiel della perversione (concentrazioni spaziali in interni, totali, rarefazioni luministiche, ipodinamica dei personaggi, caratteri "doppi" e controversi), ma quel che alla fine ottiene è solo una perversione del Kammerspiel, giacché qui a grondare è il sangue, e non le inquietudini d'atmosfera. 

La sequenza migliore è quella del raid al mercato, ma questo non è un action-movie. Il fatto è che, catapultato di colpo dalla fabula del gladiatore alla psicotica secondo Harris, il regista di Blade Runner è svogliato e spaesato, e si vede. Assume come referente teorico il Kubrick di Arancia meccanica, e la scelta non può, ovviamente, non essere avventata. Laddove nel Silenzio Demme, in modo assai più umile e cauto, limitava la sua ricerca metalinguistica ad una rielaborazione etica dell'estetica snuff, e aveva così buon gioco nel filmare le lacerazioni del corpo e dell'anima. Perché è solo dall'originaria indistinzione di etica ed estetica, di volontà e percezione, che può scaturire l'immagine differita  di un mondo dissociato. Invece Scott paga le conseguenze di una scelta inopinata, poichè è molto probabile che la conversione in immagine di una rappresentazione psicotica si misura dalla quantità di dopamina che la pellicola ricapta. Altrimenti, si resta sulla superficie, e all'esterno, dell'insidiosa materia in questione; la ricognizione diventa confezionamento; il dramma della coscienza, efferatezza fine a se stessa: laida perchè eticamente - in questo modo sì - inaccettabile. Non uno sguardo allucinato sull'allucinazione del vedere, ma una semplice aberrazione ottica di carattere lubrico. Come al solito poi per le grandi produzioni USA le figurine ridicole, macchiette da stereotipo fondamentalmente offensive. Così, Giannini è avido e traffichino fino al patetico, Lo Verso un ambulante da bassa fiction televisiva, L'Anonima Sarda un capolavoro del trash. Certo il film non è senza pregi: il montaggio di Pietro Scalia è asciutto, e funziona bene d'incastro; la scenografia di Norris spencer connota con intensità nelle profondità di campo. Ma Scott dimostra ancora una volta (come già in passato) di non saper utilizzare come figura significante lo sfondo armonico. La tensione narrativa tutto sommato regge, nonostante il lavoro modesto in fase di sceneggiatura di Mamet e Zaillian. Julianne Moore è una anti-Foster meno nervosa e più sottilmente tormentata. E Hopkins androfago in versione dandy  è comunque una grande figura mesmerica, che ruba l'occhio allo spettatore.

Giudizio:··

 

Nora

 

Titolo originale: Nora

Origine: Gran Bretagna 2000

Regia: Pat Murphy

Interpreti: Ewan McGregor, Susan Lynch, Peter McDonald, Roberto Citran

Durata: 106 minuti

Genere: Sentimentale

Trama: La travolgente passione del giovane e ancora sconosciuto James Joyce per una ragazza irlandese dal carattere sin troppo indipendente.

Giudizio: ··